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Well-being
Sorsi e Bocconi in Consapevolezza
12/07/2010
I Miti Tossici .... (parte II)

I MITI TOSSICI CHE INQUINANO UN'ALIMENTAZIONE SANA E CURATIVA: IL PRIMO MITO TOSSICO "COSTA TROPPO" (PARTE II)
“Non ho abbastanza soldi ed i prodotti biologici, o meglio, di qualità (non necessariamente hanno il marchio) costano troppo”.

Questo è ciò che ho sempre pensato anch’io fino a quando, per motivi di lavoro, ho vissuto per un anno a Manhattan, New York. Nonostante fossi in forte difficoltà economica, pagando un canone di affitto equivalente allo stipendio, cominciai ad acquistare nei negozi di cibo biologico o direttamente dai contadini perché la maggior parte dei supermercati tradizionali era piuttosto disturbante. Innanzitutto non comprendevo in che periodo dell’anno mi trovassi: frutta e verdura di ogni stagione mescolate e ordinate come se fossero state appena colte. Una corsia di bevande color arcobaleno che si confondeva con quella che in Italia sarebbe considerata la corsia dei detersivi, ma soprattutto quasi tutti i prodotti avevano in etichetta una lista lunghissima d’ingredienti oscuri. Le amiche europee che vivevano lì da alcuni mesi si lamentavano della crescita del seno o di quella degli anti-estetici peli da barba maschili sotto il mento; erano certe si trattasse degli ormoni presenti nel latte e nella carne. Nel tentativo di seguire i ritmi stagionali ho iniziato a frequentare i farmer’s market (i mercati dei contadini), i piccoli negozi di cibo biologico ed ho aderito ad alcuni gruppi di acquisto. Con grande sorpresa ho cominciato ad imparare ad avere meno scarto in cucina e cambiando modo di mangiare ciò che compravo poteva servire per molti più pasti.
Tornata in Italia andai a fare la spesa al supermercato vicino a casa, ma entrandovi rimasi impietrita davanti al reparto frutta e verdura: fu una sorta di visione. Non riconoscevo più i prodotti, al loro posto vedevo un campo di battaglia o meglio un obitorio con i cadaveri congelati ordinati tutti in riga all’interno a delle cassette colorate. La plastica era di un colore vivo, ma il suo contenuto era completamente grigio. Mi avvicinai allora all’angolo della verdura biologica preconfezionata ma l’effetto era lo stesso. Non riuscii a comprare nulla. Il giorno dopo cercai su internet la lista dei negozi biologici, dei gruppi di acquisto e dei mercatini biologici. Cominciò la mia avventura italiana con i prodotti vivi e con mia grande sorpresa anche in questo caso, una volta imparato a scegliere i prodotti, riuscii a gestire molto bene l’aspetto economico.
A volte vale la pena chiedersi se le cose costano davvero troppo o se invece valgono molto. Pensiamo al baratto inteso come scambio energetico: dare qualcosa per avere qualcos’altro in cambio, qualcosa che ci sta a cuore o che ci serve. Ci interesserebbe davvero un oggetto se lo trovassimo lungo i marciapiedi come un’erba infestante? Fermiamoci a pensare alla gioia di poter riconoscere il valore di un oggetto, di un bene alimentare, del lavoro della natura o dell’uomo che vi è dietro. E’ proprio ciò su cui si basano le pubblicità dei prodotti tradizionali che si vedono in televisione. Come non si può riconoscere il valore e quindi comprare quei biscotti dopo che ti hanno mostrato sulle note di una musica da sogno campi fluenti al vento, bambini che corrono a piedi nudi, animali felici di donare i loro prodotti ed una sorta di orgasmo del palato quando si scioglie in bocca tanta natura? Nessuno batte ciglio, sollecitato in tutti i suoi canali sensoriali: vista, udito, gusto, tatto e persino canale cinestesico. Invece si va al mercatino, o nel negozio specializzato, già prevenuti sul fatto che si venga imbrogliati e si cerca, più o meno abilmente, di contrattare ed ottenere uno sconto. Racconto un episodio in cui caddi in una simile trappola.  Mi trovavo ad Eurochocolate 2007 (Perugia) manifestazione a scopo commerciale da un lato e ad alto valore artigianale dall’altro. Molti venditori, soprattutto quelli di note case produttrici, con il loro 3x1, t’illudono di portare a casa del vero cioccolato ad un prezzo stracciato (ti accorgi poi che costa meno al supermercato). Altri, meno visibili, sono lì perché vogliono far conoscere delle vere creazioni artigianali fatte con il cuore. Tra questi un siciliano che ha creato il cioccolato con la manna…buonissimo! Ne assaggio un pezzettino e mentre lo sciolgo in bocca mi sovviene alla mente la manna contenuta nel vasetto di vetro della bibliotechina dell’università ed il pane degli angeli. Sull’onda di queste emozioni e della sua bontà decido di comprarla. Tuttavia, invece di scambiare con gioia la mia energia denaro con l’energia tavoletta del mastro artigiano che ho di fronte, gli chiedo se fa il 3x2. Lui mi guarda, non certo arrabbiato, ma con l’aria sconsolata di chi credeva di aver trovato finalmente qualcuno capace di apprezzare il suo prodotto e invece si è trovato di fronte la solita persona affamata di sconto. Fu la delusione che gli lessi negli occhi che mi fece sentire un verme e me ne andai con la barretta nella mano sapendo di esserci caduta di nuovo nella trappola del “più è meglio”, nella trappola dell’accumulare e del comprare a prezzo ribassato. Mogia me ne uscii dalla Rocca Paolina e camminando verso Corso Vannucci mi ritrovai davanti ad una ressa di persone adulte/anziane azzuffarsi per afferrare qualche barretta al cioccolato che veniva lanciata a pioggia da 2 piccoli palchi a bordo strada. I bambini non avevano scampo e nessuna speranza che le loro piccole manine riuscissero ad afferrare gli snack lanciati. Anche se avessero avuto la possibilità di arrivarvi la loro tenacia nell’afferrarli non avrebbe di certo potuto competere con quella di chi è ormai abituato a correre incontro a tutto ciò che è gratis da una vita. Come può generarsi un sincero scambio di domanda ed offerta se siamo accecati a tal punto?
Diventando più attenti e consapevoli si comincia ad evitare il superfluo, a mangiare vario spendendo meno. Se il cibo è vivo, nutriente e gustoso ne occorre sicuramente meno per sentirsi soddisfatti. Inoltre bisogna considerare che i prodotti di qualità che costano molto sono quelli che, nella maggioranza dei casi, vogliono simulare certi alimenti tradizionali, spesso pubblicizzati in televisione (merendine, prodotti pronti di gastronomia, ecc…). Nessuno ha mai stabilito che dobbiamo per forza nutrirci di versioni più sane di prodotti elaborati industriali. Forse si tratta semplicemente di riscoprire la gioia di comprare ancora degli ingredienti base e di creare ognuno secondo la propria fantasia e disponibilità. Naturalmente non tutto quello che costa di più è necessariamente più buono. Fidatevi allora degli ingredienti elencati in etichetta, del luogo di produzione e del vostro istinto.

Per saperne di più: www.animadelcibo.it
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